Incidente Frecciarossa Lodi – prime ipotesi sulle responsabilità

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Il deragliamento del treno Av 9595 avvenuto oggi 06/02/2020 alle 05.34 ad Ospedaletto Lodigiano, vicino Lodi-Piacenza, poteva essere una nuova ed ennesima strage nel trasporto passeggeri visto che lo sviamento dalle rotaie è avvenuto sulla linea ferroviaria alta velocità su un Frecciarossa 1000 – partito oggi 06 febbraio da Milano Centrale alle 5.10 e diretto a Salerno, mentre il convoglio ferroviario viaggiava a circa 290 km/ora, ma per un vero miracolo ha interessato solo la motrice e la prima carrozza del lunghissimo convoglio frecciarossa Av 9595, che è uscito dalle rotaie finendo prima contro un carrello od altro ostacolo che si trovava su un binario parallelo, e poi si è schiantato contro una palazzina delle ferrovie, facendo una rotazione di 180 gradi e terminando la sua corsa mortale, orientata verso nord. Nell’impatto sono morti sul colpo i due macchinisti, sbalzati entrambi ad oltre 50 metri dal fabbricato, e 31 passeggeri sono rimasti feriti. Il deragliamento del Frecciarossa 9595 Milano – Salerno ha provocato il caos del traffico sulla linea AV Milano-Bologna, sospeso per l’intera giornata con 22 treni stati cancellati ed altri 9 deviati.

Secondo le prime indagini, sulla linea ferroviaria stanotte erano in corso lavori di manutenzione e l’intervento – affidato ad una ditta specializzata da Rfi – era in corso anche nelle ultime ore, proprio nel punto in cui il treno è sviato ed è deragliato, perché il cambio sembra fosse in una “falsa posizione”. La procura di Lodi ha aperto un’inchiesta per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose plurime.

Come avvocati difensori di parte civile nei vari processi penali sui peggiori disastri ferroviari degli ultimi anni, quali la strage di Viareggio avvenuta il 29 giugno 20009 (32 morti e 25 feriti) e lo scontro nel luglio 2016 dei due treni di ferrotranviaria sulla linea Andrea-Corato in Puglia (23 morti e 57 feriti), o le indagini per l’incidente ferroviario Pioltello del 2018 (3 morti, 46 feriti), possiamo sin d’ora dire che questo ulterioriore incidente con deragliamento, al di là del conto dei morti e dei feriti miracolosamente contenuto esclusivamente dal fatto che visto l’orario nel primo vagone ci fosse un solo passeggero, due persone nel secondo vagone ed una nel terzo, è un fatto gravissimo e senza precedenti, avendo interessato un Frecciarossa 1000, il treno passeggeri ad alta velocità considerato il “fiore all’occhiello” di Trenitalia e Ferrovie dello Stato, sulla linea posata e gestita da Rfi, con grandi investimenti iniziali di oltre 15 anni fa, e che è stato oggetto di accusa per aver “dragato” risorse da altri settori, come ad es. il trasporto merci pericolose come emerso nelle sentenze di primo e secondo grado sul disastro ferroviario di Viareggio (la rottura di un fusello della sala montata su un vecchio carro cisterna provocava il deragliamento di un treno merci ed il GPL fuoriuscito dalla cisterna danneggiata esplodeva devastando l’abitato intorno la stazione di Viareggio). L’incidente di oggi al frecciarossa, al di là degli accertamenti in corso, lascerà quindi un ombra indelebile su una linea ferroviaria considerata sinora il massimo dell’affidabilità e sicurezza dell’intera rete ferroviaria italiana.

La linea ferroviaria Alta Velocità che collega Milano – Bologna è infatti stata dotata dal gestore della rete ferroviaria nazionale RFI S.p.A., degli standard ferroviari dell’Alta Velocità (AV) e dell’Alta capacità (AC) per la maggior parte del suo percorso, parte dell’Asse ferroviario 1 – compessivamente lungo 214,694 km, il cui primo tratto è stato aperto nel 1997 dalle Ferrovie dello Stato duplicando l’asse ferroviario e la storica “Linea Tradizionale” nord-sud, con la nuova linea tra Milano e Bologna denominata “Linea AV/AC; Nel 2002 sono stati aperti i cantieri per la costruzione del quadruplicamento della restante linea, affidata alla società TAV S.p.A..

deviatore aperto frecciarossa lodiIl primo indiziato sarebbe dunque una parte di scambio elettromeccanico che regola l’instradamento di un treno su un binario o su un altro, il cosiddetto deviatoio, che si trova a circa 5-600 metri dal luogo dell’incidente, ma un fonogramma inviato alle 04.45 dagli operatori intervenuti sulla linea, comunicava il via libera: “Deviatore n. 05 disalimentato e confermato in posizione normale come da fonogramma n. 78/81 fino a nuovo avviso”, mentre pare proprio che non fosse in posizione corretta, in qualche modo “ingannando” le apparecchiature di controllo a bordo del frecciarossa 9595, che quindi non hanno rilevato la errata posizione del binario. Il deviatore però era aperto, ed questo avrebbe dunque provocato il disastroso deragliamento del frecciarossa 1000 nel lodigiano.

Si può quindi parlare di “errore umano” o di un sistema di controllo non sufficientemente accurato? troppo presto per dirlo, le indagini per disastro ferroviario ed omicidio colposo in mano alla Procura di Lodi ed alla Polfer, e quelle che verranno svolte a livello amministrativo dalla DigifeMa (Direzione generale per le investigazioni ferroviarie e marittime del ministero dei Trasporti) faranno maggiore luce su questi aspetti (per il deragliamento del treno risultano indagate 18 persone e due società, in parte dipendenti della società che gestisce la rete ferroviaria e in parte di quella che risulta aver prodotto l’attuatore 5) ma come più volte abbiamo sostenuto, riteniamo sempre che un elelmento critico nei disastri vada sempre ricercato nella verifica sull’effettivo investimenti sulla sicurezza, effettività delle manutenzione e ammodernamenti continui sugli impianti da parte dei gestori del servizio trasporti.

Il nostro primo indiziato è quindi la rete ferroviaria AV/AC stessa, ed il sistema di manutenzioni affidato da Rfi sulla rete ferroviaria e da trenitalia sul “materiale rotabile” a propri operatori, ma anche a ditte esterne; le indagini della Procura di Milano  per disastro ferroviario colposo di Pioltello, provocato dal cedimento di un giunto danneggiato da settimane e tamponato con una traversina di legno, hanno ad esempio fin qui portato sotto inchiesta il capo dell’Agenzia nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie ed il suo caposettore, perche Ansf non avrebbe effettuato nessun controllo nella tratta, oltre a due manager e 7 tra dipendenti e tecnici di Rete ferroviaria italiana, oltre a due manager di Trenord, e nell’accusa si parla parla di danneggiamento ciclico delle componenti di rete, generato da condizioni di insufficiente manutenzione.  Nel disastro di Viareggio i controlli sul carro merci riciclato e convertito per il trasporto GPL, venne eseguito da ditte estere in modo estremamente superficiale: dopo l’incidente l’Era ha ispezionato circa 4500 carri merci ed 1/5 di essi aveva difetti agli assi e venne fermata.

La manutenzione sulle Ferrovie dello Stato Italiane (FSI), ha subito un drastico taglio occupazionale ed un sovraccarico di competenze ad alta responsabilità nell’ultimo decennio, solo nel settore manutenzione di RFI le unità sono passate da circa 25.000 a poco più di 10.000, a causa sopratutto dei mancati rimpiazzi dei ferrovieri pensionati o trasferiti ad altre mansioni, con una pesantissima ricaduta sulle professionalità e sui carichi di lavoro, a fronte del massiccio trasferimento della manutenzione alle imprese private del settore. A nostro parere è proprio sullo smantellamento e privatizzazione di intere branche operative di RFI che si deve concentrare l’attenzione sul diritto alla salute e alla sicurezza tanto dei lavoratori  quanto degli utenti del servizio, come dimostrato dalla serie di incidenti gravi nei cantieri di RFI (10 morti nel 2018/2019), ed i disastri ferroviari nel decenni (Viareggio nel giugno 2009 con 32 morti; Andria-Corato in Puglia nel luglio 2016 con 23 morti; Pioltello nel gennaio 2018 e 3 morti; ora il disastro di Lodi, il primo sulle linea alta velocità di RFI).

«La prevenzione è da sempre l’arma migliore!» sembra sia stato profeticamente uno tra gli ultimi post su Facebook scritto nello scorso ottobre da uno dei due macchinisti morti nel deragliamento del treno nel lodigiano, anche se in quel caso si riferiva alla campagna di Trenitalia per la prevenzione del tumore al seno.

Riunione clienti mass disasterDa parte nostra, come legali specializzati in mass disaster e morti bianche ci prepariamo a interpretare ogni notizia con prudenza e analizzarla con l’esperienza data dall’aver toccato con mano in molti processi penali quanto l’errore umano sia comunque sempre riconducibile ad errate politiche aziendali ed inadeguate procedure di sicurezza. Il livello dei risarcimento dei danni spettanti ai passeggeri del frecciarossa Av 9595 ed alle vittime di questo nuovo disastro, nella sua possibile componente di danni punitivi, dipenderanno anche da questo in quanto legati alla eventuale dimostrazione sull’esistenza di elementi di responsabilità di Trenitalia o Rfi, e su possibili condotte riconducibili a criminalità d’impresa, come avvenuto nel disastro di Viareggio, frutto di una precisa e consapevole politica aziendale volta al risparmio ed a scelte imprenditoriali e gestionali ben precise, votate a privilegiare settori economicamente più redditizi: a discapito del settore trasporto merci si investiva nel settore del trasporto persone e nell’alta velocità, molto più redditizio e di “vetrina“.

L’incidente al Frecciarossa 1000 di Lodi, apre il concreto dubbio che dopo gli investimenti miliardari del passato e l’uso della tecnologia più avanzata, si possa oggi esser passati in una fase di risparmio anche sulla rete alta velocità e che, come nel caso di Autostrade per l’Italia e il Ponte Morandi, le manutenzioni siano considerate dalle aziende un costo da ridurre e contenere al minimo, riversando il rischio sulla sicurezza degli utenti.

COSA OCCORRE PER IL RISARCIMENTO DEL DANNO: è sufficiente dimostrare che il passeggero fosse a bordo del treno deragliato anche senza che siano state riportate lesioni fisiche; conservate con cura tutte le ricevute di spesa e i certificati medici, annotate gli spostamenti e le spese che avete sostenuto per il rientro a casa e/o per recarvi a fare le visite mediche; procuratevi una certificazione di un medico psicologo-psichiatra relativa allo stato di ansia e stress post traumatico (se presente), preferibilmente di una struttura pubblica. Il termine per proporre la querela penale è di 90 giorni ma è opportuno inviare subito la lettera di richiesta danni a Trenitalia e proporre eventuali denunce penali.

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