CORONAVIRUS “A BORDO” DELLA COSTA FAVOLOSA

Una vacanza da sogno trasformatasi in un incubo.

È ciò che hanno sperimentato i passeggeri che tra il 7 e il 15 marzo si trovavano a bordo della nave da crociera COSTA FAVOLOSA durante il viaggio “le perle del caribe” tra le più belle isole del mar dei Caraibi, che prevedeva con volo diretto dall’Italia per l’imbarco a Pointe a Pitre in Guadalupa, con destinazione  Guadalupa – Santo Domingo – Isola Catalina – Isole Vergini – Saint Marteen – Martinica e rientro con partenza da Guadalupa.

Nonostante l’emergenza sanitaria COVID-19 fosse  già in piena diffusione in Italia e nel resto del mondo,  dichiarata a fine gennaio dall’ISS e diffusa dai vari organi di informazione e dai siti scientifici ed istituzionali [1], Costa Crociere ha invece fatto pressione per la conferma delle prenotazioni, e da una parte ha rassicurato tutti i viaggiatori circa la serietà della Compagnia che NON SOLO garantiva il regolare svolgimento del viaggio ma forniva ampie rassicurazioni sull’adozione di tutte le misure necessaria per tutelare salute e incolumità dei crocieristi a bordo, ma soprattutto ha dato informazioni non corrispondenti al diritto del consumatore, che in questo ambito avrebbe invece legittimato pienamente l’annullamento del contratto di viaggio, minacciando una penale del 70% sul costo del viaggio, senza neppure proporre loro un voucher per fruire di una crociera sostitutiva ad emergenza terminata.

Molti clienti sono stati quindi costretti a partire il 07 marzo 2020 per la crociera prenotata da mesi, mentre tutto attorno a loro i confini delle “zone rosse” venivano chiusi, l’Italia intera veniva progressivamente isolata dal resto d’Europa e tutta la popolazione costretta dal DPCM “Coronavirus”, annunciato dal governo già l’8 marzo sera, a restare rigorosamente in casa.

Un provvedimento senza precedenti, che tuttavia non pare abbia preoccupato Costa Crociere.

Le modalità di trasferimento e di imbarco sulla Costa favolosa hanno difatti immediatamente evidenziato che, nonostante le rassicurazioni, nessuna prescrizione particolare veniva adottata per limitare il rischio di contagio ed il trattamento delle relazioni interpersonali tra passeggeri, e tra gli stessi passeggeri ed i membri dell’equipaggio che li assistevano. Un semplice controllo della temperatura prima di salire, in fila non distanziata gli uni dagli altri, per poi tornare in fila per procedere alle normali operazioni di imbarco.

Anche i primi giorni di navigazione in mare sono trascorsi come se nulla di tutto quanto stava accadendo nel mondo esterno potesse riguardare la nave e le persone a bordo, i passeggeri hanno fruito liberamente di tutti i servizi come piscine -teatro -buffet -Spa -kindergarten -cena con servizio a tavola, senza alcun accorgimento particolare, in piena violazione di tutte le raccomandazioni dall’OMS e dal Ministero della Salute italiano al fine di mantenere le distanze di sicurezza tra le persone, al fine di prevenire il contagio da Covid-19.

Le notizie che giungevano dall’Italia erano invece di segno diametralmente opposto, imponendo a tutti rigorosissime profilassi per evitare il contagio da contatto con le superfici e le altre persone.

Il 12 marzo l’illusione costruita dalla compagnia di navigazione a bordo si spezza improvvisamente, quando il Comandante della nave annunciava che due persone erano risultate positive al Coronavirus e, al fine di prevenire il contagio, invitava tutti i passeggeri a restare all’interno delle cabine e a uscirne solo per i pasti.

I successivi tre giorni vengono trascorsi nel terrore e nell’incertezza da parte di tutti i viaggiatori che, benché confinati all’interno delle cabine, notavano come il personale a bordo non avesse adottato alcuna misura volta a evitare il sovraffollamento nei locali adibiti a mensa, e senza che venisse garantito l’uso di guanti o mascherine a tutti, ma solo al personale addetto al servizio.

Le escursioni previste e le tappe venivano tutte cancellate, le piscine, palestre ed ambienti di intrattenimento serale interdette alla clientela, ben tre destinazioni di attracco Saint Marteen- Martinica- Guadalupa erano perse. Lo sbarco dalla Costa favolosa veniva rifiutata dagli altri paese ed è stata trattenuta in rada nei vari porti di attracco dalle autorità locali con obbligo di permanenza a bordo per quattro giorni sui sette previsti dei quali, per ben tre giorni, senza nemmeno usufruire  dei lussuosi servizi e degli intrattenimenti normalmente offerti a bordo.

Solo a partire dalla giornata del 15 marzo le Autorità di Guadalupa autorizzavano lo sbarco dei viaggiatori che, con preavviso brevissimo dovevano impacchettare i bagagli e venivano ammassati in autobus e, quasi fossero dei “criminali”, condotti in gruppi scortati dalla polizia all’aeroporto per l’imbarco e rientro in Italia.

Anche in aeroporto la situazione era fuori controllo ed in totale assenza di assistenza ai passeggeri da parte di Costa, i voli diretti previsti con Alitalia erano stati tacitamente sostituiti per la maggior parte con voli low-cost Neos Moonflower via Parigi, ed in un caso con fermo del velivolo per oltre 5 ore in aereo prima del decollo.

Diritto al risarcimento per i passeggeri di Costa Crociere esposti al contagio durante la crociera

Stiamo già assistendo numerosi passeggeri di Costa Favolosa e di altre navi da crociera per ottenere il risarcimento danni a loro favore a causa dell’emergenza Coronavirus; la condotta tenuta da Costa Crociere S.p.A., attraverso la scelta di confermare il viaggio e costringere i clienti a partire per non esporsi alle penali ed alla perdita dei pagamenti effettuati, in molti casi nemmeno rispondendo alle mail che chiedevano il rimborso del viaggio, ha messo in pericolo l’incolumità di tutte le persone a bordo della Costa Favolosa, presentano evidenti profili di responsabilità tanto sul piano civile (contrattuale ed extracontrattuale), che sul piano penale. Tutti i passeggeri al rientro sono stati costretti alla quarantena volontaria, molti passseggeri hanno presentato sintomatologie influenzali ed alcuni di essi sono risultati positivi al tampone Covid-19; centinaia di membri dell’equipaggio sono rimasti prigionieri della nave, ed anche per loro si profilano diritti al risarcimento danni contro l’armatore Costa crociere, che non ha garantito la salubrità degli ambienti di lavoro all’equipaggio. Ma quali sono i diritti dei passeggeri e dell’equipaggio, e come ottenere il risarcimento per una crociera trasformatasi da subito in un incubo?

CIVILE: vi sono diverse possibili componenti del possibile risarcimento spettante ai crocieristi:

  1. Danno emergente – rimborso integrale del pacchetto crocieristico e delle spese extra sostenute per rimpatrio e di quelle sostenute a bordo della nave.
  2. Danno da vacanza rovinata – per il solo fatto di non aver potuto fruire di un periodo di relax programmato per ricaricare le pile, trasformatosi in giorni di stress.
  3. Lucro cessante – mancato guadagno per le giornate di lavoro e reddito perdute a causa della quarantena imposta al rientro;
  4. Danno biologico – soprattutto in termini di disturbi da stress post- traumatico, ma anche per possibili sintomi da Covid-19
  5. Danno morale – per la sofferenza psichica subita da un soggetto a causa della condotta illecita da parte di Costa Crociere

PENALE: le condotte poste in essere sia dai vertici di Costa Crociere S.p.A. che dagli ufficiali di bordo, si ritiene possano integrare diverse fattispecie di rilevanza penale:

  1. reato di epidemia colposa [2], è un reato di pericolo, a rilevare sarebbe dunque non tanto il contagio avvenuto, quanto la pericolosità di potenziali ed ulteriori contagi.
  2. lesioni personali colpose [3], assume rilevanza penale non solo l’ipotesi di contrazione del virus, ma anche il disturbo da stress psicologico, provocato dalla costrizione forzata in un ambiente che ha potuto generare un danno psichico che come detto potrà essere oggetto di valutazione dal punto di vista risarcitorio.
  3. reato di truffa contrattuale [4], legato alla costrizione imposta all’esecuzione del viaggio, nascondendo condizioni che erano note all’armatore e che avrebbero portato senza dubbio al mancato godimento dei servizi di bordo e l’impossibilità di effettuare le escursioni previste dal contratto.

COSA FARE, alcuni primi consigli in questi casi:

Va chiarito  che anche se non vi sono state conseguenze dirette a Vs. carico, la sola presenza a bordo della nave, e l’esposizione ad un grave rischio in qualità di passeggeri VI LEGITTIMA ALL’AZIONE RISARCITORIA per la esistenza di reati plurioffensivi e di pericolo. Oltre al rimborso integrale della crociera fruita in modo solo parziale ed inaccettabile in termini di qualità, avete inoltre diritto ad una compensazione per danno da vacanza rovinata ed a titolo di risarcimento del danno morale.

COSA VI OCCORRE:

E’ necessario dimostrare che eravate presenti a bordo della nave Costa “Favolosa” attraverso i documenti di prenotazione e le carte di imbarco dei voli di ritorno

  1.  Recuperare i documenti di viaggio (voucher email, agenzia di viaggio etc.) e documentare ogni spesa sostenuta per il viaggio e per il rimpatrio.
  2. Per coloro che hanno avuto patologie a bordo conservare copia dei certificati medici e delle spese, recarsi comunque dal proprio medico per avere referto su ansie e turbamento psicologico (stress post-traumatico)
  3. Stilare un elenco cronologico degli spostamenti e delle cancellazioni di escursioni prenotate, eventualmente andate perse nell’emergenza.
  4. Rivolgersi al ns ufficio legale per inviare subito e gratuitamente una prima lettera con richiesta per iscritto del risarcimento danni alla compagnia di navigazione (cd. lettera di intervento legale), che interrompe ogni prescrizione (non ci sono 10 giorni come potrete sentire dire da alcuni, ma è preferibile inviare prima possibile l’intimazione al risarcimento danni, onde far decorrere gli interessi legali).
  5. In questi casi si può proporre QUERELA entro tre mesi dal fatto (consigliabile).

Tutta la procedura avverrà ONLINE, senza necessità di recarsi fisicamente presso il ns. Ufficio tramite email e videocollegamenti web, oppure fissando appuntamento presso i nostri uffici in tutta Italia.

CHI SIAMO:

Siamo un team di avvocati, esperti in Ship & mass disaster, come pool “Giustizia per la Concordia” siamo stati leader tra le parti civili nel processo per il naufragio della Costa Concordia in difesa di circa cento passeggeri, e come parti civili in ”Giustizia per Norman Atlantic” rappresentiamo circa cinquanta passeggeri e familiari di tre dispersi nella tragedia dell’incendio a bordo del traghetto Norman Atlantic della compagnia Anek Lines avvenuto il 28.12.2014, “Giustizia per Jolly Nero” nel disastro nel porto di Genova tra la Jolly Nero ed il conseguente crollo della torre piloti del 7 maggio 2013 in cui persero la vita nove persone, siamo attivi anche nel caso dell’incendio a bordo del traghetto “Sorrento” della compagnia Transmediterranea avvenuto il 28.04.2015 a largo di Palma de Mallorca, dell’incidente mortale a bordo della nave scuola militare “Amerigo Vespucci”, e siamo protagonisti di primo piano in molte altre iniziative processuali a tutela delle vittime nei disastri di massa e seriali nei grandi trasporti, come il disastro dei treni Andria-Corato in Puglia e la strage ferroviaria di Viareggio.

Siamo molto attivi nel settore della tutela passeggeri nel trasporto navale, crocieristico ed aereo, e del contenzioso con Tour Operator, agenzie di viaggi, compagnie assicurative, Costa Crociere MSC ed altri operatori, imprese alberghiere e aziende di trasporto, per danno da vacanza rovinata, perdita bagaglio, ritardo consegna da parte del vettore, ritardo aereo e marittimo, errata e mala gestione del pacchetto vacanza e del trasporto crocieristico, episodi di epidemia a bordo, cabine non corrispondenti, oltre che per i veri e propri sinistri e disastri marittimi.


 

[1] Non va dimenticato che ben prima della partenza il Governo italiano aveva emanato un’ordinanza restrittiva, quella del 21 febbraio 2020, cui seguiva il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19».  A tale primo provvedimento seguiva, stante l’espansione sempre maggiore dell’epidemia e l’incremento di casi sul territorio nazionale, il DPCM del 4 marzo 2020 con cui  veniva dichiarato lo stato di emergenza relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili e previste ulteriori misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del virus Covid-19, tra le quali la chiusura delle scuole e delle università fino al 15 marzo 2020, la sospensione delle attività formative, dei viaggi d’istruzione, delle visite guidate. Erano dunque note alla Compagnia sia la situazione di allerta sia la diffusione del virus da una determinata area del territorio nazionale al resto dell’Italia, che venivano colpevolmente ignorate, con il rischio che la nave divenisse un vero e proprio “vivaio” per il virus e di trasformare l’emergenza in un disastro sanitario, considerando anche le difficolta di erogare a bordo prestazioni sanitarie adeguate alla salvaguardia della vita dei passeggeri.

[2] l’art. 452 del codice penale, in relazione al 438 cp, stabilisce invero che “chiunque per colpa (l’evento si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline) cagiona una epidemia mediante la diffusione di germi patogeni, è punito con la reclusione da 1 a 5 anni (morte di più persone)

[3] disciplinato dall’art. 590 c.p., punisce chiunque con la propria condotta cagiona ad altri una malattia nel corpo e nella mente, quindi anche per disturbi da stress psicologico

[4] secondo la Cassazione la truffa si può configurare non soltanto nella fase di conclusione del contratto, ma anche in quella dell’esecuzione allorché una delle parti, nel contesto di un rapporto lecito, induca in errore l’altra parte con artifizi e raggiri, conseguendo un ingiusto profitto con altrui danno

 

CORONAVIRUS “ON BOARD” THE PASSENGERS OF COSTA FAVOLOSA

A dream vacation turned into a nightmare.

This is what the passengers who were on board the cruise ship COSTA FAVOLOSA during the journey “the pearls of the caribe” between the most beautiful islands of the Caribbean sea, which provided with direct flight from Italy to embark in Pointe a Pitre in Guadeloupe, with destination Guadeloupe – Santo Domingo – Catalina Island – Virgin Islands – Saint Marteen – Martinique and return with departure from Guadeloupe.

Although the COVID-19 health emergency was already in full circulation in Italy and in the rest of the world, declared by the ISS at the end of January and disseminated by the various media and scientific and institutional sites[1], Costa Cruises instead put pressure on the confirmation of reservations, and on the one hand it reassured all travelers about the seriousness of the Company which NOT ONLY guaranteed the smooth running of the trip but provided ample reassurance on the adoption of all necessary measures to protect the health and safety of cruise passengers on board, but above all, it gave information that did not correspond to consumer law, which in this context would have fully legitimized the cancellation of the travel contract, THREATENING A 70% PENALTY ON THE COST OF THE TRIP, without even offering them a voucher to take advantage of a replacement cruise emergency ended.

Many customers were therefore forced to leave on 07 March 2020 for the cruise booked for months, while all around them the borders of the “red areas” were closed, the whole of Italy was gradually isolated from the rest of Europe and the whole population forced by the DPCM “Coronavirus“, announced by the government on March 8 evening, to remain strictly at home.

An unprecedented measure, which however does not seem to have worried Costa Cruises.

The methods of transfer and boarding on the fabulous coast have in fact immediately highlighted that, despite the reassurances, no particular prescription was adopted to limit the risk of contagion and the treatment of interpersonal relationships between passengers, and between the passengers themselves and the members of the crew that assisted them. A simple temperature control before going up, in a row not spaced from each other, and then returning in a row to proceed with normal boarding operations.

Even the first days of sailing at sea have passed as if nothing of what was happening in the outside world could affect the ship and the people on board, passengers freely enjoyed all the services such as swimming pools -teatre -buffet -Spa -kindergarten – dinner with table service, without any particular precautions, in full violation of all recommendations from the WHO and the Italian Ministry of Health in order to maintain safety distances between people, in order to prevent contagion from Covid-19 .

The news that came from Italy was instead of a diametrically opposite sign, imposing on all rigorous prophylaxis to avoid contagion from contact with surfaces and other people.

On March 12 the illusion built by the shipping company on board suddenly broke, when the captain of the ship announced that two people had tested positive for Coronavirus and, in order to prevent the infection, invited all passengers to remain inside the cabins and to go out only for meals.

The next three days are spent in terror and uncertainty on the part of all the travelers who, although confined inside the cabins, noticed that the crew on board had not taken any measures aimed at avoiding overcrowding in the canteen rooms, and without guaranteeing the use of gloves or masks to everyone, but only to the staff assigned to the service.

The planned excursions and stops were all canceled, the swimming pools, gyms and evening entertainment venues barred to customers, as many as three docking destinations Saint Marteen- Martinique- Guadeloupe were lost. The landing from the fabulous coast was refused by the other countries and was detained at bay in the various docking ports by the local authorities with an obligation to stay on board for four days out of the seven planned of which, for a full three days, without even using the luxurious services and the entertainment normally offered on board.

Only from the day of March 15 the Authorities of Guadeloupe authorized the disembarkation of travelers who, with very short notice, had to pack their bags and were piled up in buses and, almost as if they were “criminals“, led in groups escorted by the police to the airport to boarding and return to Italy.

Even at the airport the situation was out of control and in the total absence of assistance to passengers by Costa, the direct flights planned with Alitalia had been tacitly replaced for the most part with low-cost Neos Moonflower flights via Paris, and in one case with aircraft stopped for more than 5 hours by plane before take-off.

The compensation rights of passengers exposed to the infection.


The conduct of Costa Crociere SPA, through the choice of confirming the trip and forcing customers to leave in order not to expose themselves to penalties and the loss of payments made, in many cases not even responding to emails asking for reimbursement of the trip, put in the safety of all the people on board the Costa Favolosa is dangerous, they present clear liability profiles both on a civil (contractual and non-contractual) level and on a criminal level.

  • CIVIL LAW: there are several possible components of the possible compensation due to cruise passengers:
  1. Emerging damage – full refund of the cruise package and of the extra costs incurred for repatriation and of those incurred on board the ship.
  2. Damage from ruined holidays – simply because they were unable to take advantage of a period of relaxation programmed to recharge their batteries, which turned into days of stress.
  1. Profit loss – loss of earnings for work days and income lost due to the quarantine imposed on return;
  2. Biological damage – especially in terms of post-traumatic stress disorder, but also for possible Covid-19 symptoms
  3. Moral damage – for the mental suffering suffered by a subject due to the unlawful conduct by Costa Cruises
  • CRIMINAL LAW: the conduct carried out both by the top management of Costa Crociere S.p.A. that by the officers on board, it is believed they can integrate several cases of criminal relevance:
  1. crime of culpable epidemic[2], it is a crime of danger, to detect would therefore be not so much the contagion that occurred, but the danger of potential and further contagions.
  2. culpable personal injury[3], it assumes criminal relevance not only the hypothesis of virus contraction, but also the psychological stress disorder, caused by forced constriction in an environment that it has been able to generate psychic damage which, as mentioned, will be subject to compensation assessment.
  3. contractual fraud[4], linked to the constraint imposed on the execution of the trip, hiding conditions that were known to the shipowner and which would undoubtedly have led to the failure to enjoy the onboard services and the impossibility of carrying out the excursions provided for in the contract.

WHAT TO DO, some first tips in these cases:

It should be clarified that even if there were no direct consequences for you, the mere presence on board the ship, and the exposure to a serious risk as passengers YOU ARE LEGITIMATE FOR ACTION FOR THE existence of multi-offensive and danger. In addition to the full reimbursement of the cruise used in a partially and unacceptable way, you are also entitled to compensation for damage from a ruined holiday and as compensation for non-material damage.

            WHAT YOU NEED:

It is necessary to demonstrate that you were present on the Costa Favolosa ship through the booking documents and boarding passes for return flights

  1. Retrieve travel documents (email voucher, travel agency etc.) and document any expenses incurred for travel and repatriation.
  2. For those who have had diseases on board, keep a copy of the medical certificates and expenses, however, go to your doctor for a report on anxiety and psychological disturbance (post-traumatic stress)
  3. Draw up a chronological list of the trips and cancellations of booked excursions, possibly lost in the emergency.
  4. Contact our legal department to immediately and free of charge send a first letter with a written request for compensation to the shipping company (so-called legal intervention letter), which interrupts all prescriptions (there are 10 days as you can hear from some, but it is preferable to send the notice of damages as soon as possible, in order to make legal interests run).
  5. In these cases, a COMPLAINT can be filed within three months of the fact (advisable).

All the procedure will take place ONLINE, without the need to physically go to our. Office via email and web video links, or by making an appointment at our offices throughout Italy.

WHO WE ARE:

We are a team of lawyers, experts in Ship & mass disaster, as pool “Justice for Concordia” we were leaders among the civil parties in the process for the shipwreck of the Costa Concordia in defense of about one hundred passengers, and as civil parties in “Justice for Norman Atlantic“we represent about fifty passengers and family members of three missing in the tragedy of the fire on board the Norman Atlantic ferry of the company Anek Lines which took place on 28.12.2014,” Justice for Jolly Nero “in the disaster in the port of Genoa between the Jolly Nero and the consequent collapse of the pilot tower on 7 May 2013 in which nine people lost their lives, we are also active in the case of the fire on board the “Sorrento ferry of the Transmediterranea company which took place on 28.04.2015 off Palma de Mallorca, fatal accident on board the military school ship “Amerigo Vespucci“, and we are prominent protagonists in many other procedural initiatives with suits the victims of mass and serial disasters in large transport, such as the Andria-Corato train disaster in Puglia and the Viareggio train massacre.

We are very active in the field of passenger protection in naval, cruise and air transport, and in litigation with Tour Operators, travel agencies, insurance companies, Costa Crociere MSC and other operators, hotel companies and transport companies, for damage from ruined holidays, loss of baggage, delay in delivery by the carrier, delay in air and sea transport, incorrect and bad management of the holiday package and cruise transport, episodes of the epidemic on board, mismatched cabins, as well as for real accidents and maritime disasters.


[1]     It should not be forgotten that well before departure, the Italian government had issued a restrictive order, that of February 21, 2020, which was followed by the decree-law of February 23, 2020, n. 6, containing «Urgent measures regarding the containment and management of the epidemiological emergency from COVID-19». Following this first provision, given the growing expansion of the epidemic and the increase in cases on the national territory, the DPCM of March 4, 2020 which declared the state of emergency relating to the health risk associated with the onset of pathologies deriving transmissible viral agents and further measures to combat and contain the Covid-19 virus throughout the country are envisaged, including the closure of schools and universities until 15 March 2020, the suspension of training activities, travel education, guided tours. The company was therefore aware of both the alert situation and the spread of the virus from a certain area of ​​the national territory to the rest of Italy, which were guilty ignored, with the risk that the ship would become a real “nursery” for the virus and to transform the emergency into a health disaster, also considering the difficulties of providing on board health services adequate to safeguarding the lives of passengers.

[2] art. 452 of the Criminal Code, in relation to the 438 of the Italian Criminal Code, indeed establishes that “anyone who is to blame (the event occurs due to negligence or imprudence or inexperience, or due to non-compliance with laws, regulations, orders or disciplines) spread of pathogenic germs, is punished with imprisonment from 1 to 5 years (death of several people)

[3] governed by art. 590 of the Criminal Code, punishes anyone with their conduct causes a disease in the body and in the mind to others, therefore also PTSD

[4]  according to the Supreme Court, the scam can be configured not only in the conclusion of the contract, but also in that of the execution when one of the parties, in the context of a lawful relationship, misleads the other party with artifices and deception, achieving a unfair profit with others’ harm