Indagini su Salvini e diritto marittimo.

⛔️ SALVINI INDAGATO ⛔️

Appresa oggi la notizia della iscrizione del Ministro degli Interni nel registro degli indagati da parte della Procura di Agrigento per sequestro di persona, ed in attesa della più che prevedibile archiviazione da parte del tribunale dei ministri (come puntualmente avvenuto nel 2009 per l’indagine contro Roberto Maroni allora ministro dell’interno, e nel 2006 contro Pisanu, altro uomo di vertice del Viminale, per abuso d’ufficio in relazione alla denuncia fatta da alcuni parlamentari di centrosinistra sul respingimento dei migranti arrivati in quel tempo a Lampedusa, con ovvia motivazione “trattasi di atto discrezionale politico non sindacabile in sede penale”), da Avvocato che si occupa anche di diritto marittimo e di naufragi, a questo punto mi chiedo:

▶️ Perchè il procuratore di AGRIGENTO (competente per territorio su Lampedusa) apre un fascicolo penale e indaga su fatti avvenuti fuori dal suo territorio?

❇️ DIFATTI:

▶️ La nave Diciotti era ormeggiata nel porto di CATANIA ed i reati ipotizzati dal PM (abuso d’ufficio, arresto illegale e sequestro di persona), a tutto voler concedere, si configurano non nel punto di recupero ma solo nel momento in cui la nave attracca e non vengono fatti scendere i migranti, perciò senza dubbio nel territorio di competenza della Procura di Catania.

▶️ Prima dello sbarco i migranti, dal punto di vista del loro status giuridico ed il diritto della navigazione, sono dei NAUFRAGHI, non sono ospiti e tantomeno passeggeri della nave militare italiana.

▶️ Il quadro normativo al riguardo si compone delle regole internazionali SOLAS (Safety of Life at Sea, Londra, 1974), la Convenzione sulla ricerca ed il salvataggio marittimo, (SAR– International Convention on Maritime Search and Rescue, Amburgo, 1979) e la Convenzione ONU sul Diritto del Mare (UNCLOS – United Nations Convention on the Law of the Sea, Montego Bay, 1982).

▶️ L’art. 98.1 della UNCLOS e il Cap. V, Reg. 33(1) della SOLAS, stabiliscono che il comandante di una nave ha l’obbligo di prestare soccorso a chiunque sia trovato in mare in pericolo di vita, mentre la Convenzione SAR impone un preciso dovere di sbarcare i naufraghi in un luogo sicuro.

▶️ Nel 2004 proprio per far fronte ai problemi legati all’ottenimento del consenso di uno Stato allo sbarco delle persone tratte in salvo, oltre che per sollevare i comandanti degli obblighi di assistenza e di individuazione del porto di destinazione, gli Stati membri dell’IMO (International Maritime Organization) hanno disposto che il GOVERNO responsabile per la regione S.A.R. (Search and rescue) in cui sia avvenuto il recupero, sia tenuto ad assicurare un luogo sicuro di sbarco.

▶️ Per l’Italia, inoltre, valgono gli obblighi derivanti dal Regolamento UE n.656/2014 e, a livello nazionale, dal Codice della navigazione, dal Piano Nazionale per la Ricerca ed il Salvataggio in mare (DPR 662/1994, attuativo della Convenzione SAR) e dal Decreto Interministeriale 14/07/2003, che ripartisce le competenze alle autorità preposte ai controlli in mare.

▶️ in questo complesso framework normativo si è inserito, e VENIAMO AL PUNTO, il Decreto Legge MINNITI (DL 17 febbraio 2017, n. 13) che attribuisce appunto al MINISTRO DELL’INTERNO il compito di indicare il luogo di sbarco dei migranti salvati a mare, per la loro traduzione ad un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) ai fini di identificazione.

▶️ Salvini ha utilizzato questo sua competenza esclusiva, nata con lo scopo di accelerare le operazioni di sbarco ed identificazione, per tenere in sospeso la situazione dei 150 migranti, semplicemente non fornendo tale indicazione al capitano di fregata Massimo Kothmeir, comandante della M/N Diciotti.

▶️ il decreto Minniti non stabilisce alcun termine MASSIMO entro il quale il ministro debba indicare il porto di destinazione (era presupposto che lo facesse in modo sollecito proprio perché originariamente doveva servire ad accelerare le operazioni).

▶️ Salvini, per quanto è dato sapere ed al di là delle esternazioni sui social, istituzionalmente non ha ordinato l’arresto o il sequestro di persone a bordo, ma molto più semplicemente NON HA FORNITO indicazioni sul porto di destinazione ed ha negato il suo CONSENSO per lo sbarco dei migranti a Catania (ad eccezione dei minori non accompagnati e soggetti con esigenze mediche).

▶️ L’assenza di ordini sul luogo di sbarco e traduzione dei migranti ad un CPR, ha fatto si che la nave – seppur ormeggiata in banchina, fosse GIURIDICAMENTE tuttora in TRANSITO e i migranti a bordo della 18tti ancora nella condizione di NAUFRAGHI.

▶️ I migranti sono soggetti privi di documenti, per i quali il Ministero degli interni, come per qualsiasi altro soggetto intra/extra UE presente sul territorio nazionale, ha competenza esclusiva (art. 4 e ss. TULPS) e DOVERE di procedere alla identificazione.

❇️ DETTO CIÒ, SI PUÒ SENZ’ALTRO AFFERMARE CHE:

▶️ Il procuratore d’assalto Luigi Patronaggio, già noto per aver condotto indagini su personaggi più o meno potenti come il senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri (senza ottenere nulla) e sul generale Mori ( per non aver perquisito la villa che fece da covo per Totò Riina), ha avviato di sua iniziativa una indagine per fatti avvenuti ampiamente FUORI dalla sua competenza territoriale.

▶️ Il PM di Agrigento – nella sua evidente smania investigativa e pur avendo ben altro di cui occuparsi nel complicato circondario di sua competenza in Sicilia, rispetto a 150 persone raccolte immezzo al mare, messe in sicurezza a bordo di una nave militare italiana ed in attesa di una destinazione per la loro identificazione – ha ipotizzato reati che NON possono in alcun modo configurarsi in danno di NAUFRAGHI o clandestini da identificare, a meno di voler ritenere sequestrati tutti gli immigrati che sbarcano dalla nave che li ha salvati e vengono portati nei campi profughi, anche in quel caso senza potersi allontanare a loro piacimento dai CPR.

▶️ Lo stesso PM – già incompetente per territorio – dimostra altra incompetenza al riguardo della qualificazione dei fatti, e prende una cantonata clamorosa, a dimostrazione della sua troppa fretta di procedere, visto che a tutto voler contestare un sequestro a scopo di coazione, esiste un reato molto più specifico previsto all’art. 289-ter del codice penale ( e non quello generico come inizialmente contestato)!

▶️ Il solerte magistrato, divenuto subito (certamente suo malgrado..) il personaggio del momento, ha trovato incredibilmente il tempo, in MENO DI UNA SETTIMANA, di aprire un fascicolo penale di sua iniziativa fuori dal suo ambito territoriale, salire (in trasferta) a bordo della nave per due volte, passare una giornata ospite negli uffici di Piazzale Clodio a Roma per interrogare i direttivi del Viminale, ed iscrivere a velocità record nel Registro degli indagati il Ministro dell’interno, il capo gabinetto ed il prefetto.

▶️ Nel frattempo a Genova, il pool di magistrati (ben 3) che indaga sulla MORTE di 43 persone ed il crollo del viadotto Polcevera e del Ponte Morandi CHE HA DIVISO IN DUE UNA REGIONE, dal 14 agosto sta svolgendo le sue indagini, ma ad oggi ancora NESSUNO è stato iscritto nel registro degli indagati, nonostante le responsabilità per la manutenzione e controllo della infrastruttura autostradale, almeno quelle più immediate, abbiano un nome ed un cognome macroscopico e ben noto a tutti.

▶️ L’apertura di una indagine a carico di un ministro non è certo un fatto eversivo, ma lo è invece, certamente, la dichiarazione DI INDIRIZZO apertamente politico di una corrente interna alla magistratura (Libertà e Giustizia), quando afferma che la “nuova svolta autoritaria” di Salvini, nella “drammatica assenza di opposizioni credibili ed efficaci” e della “ del tutto inadeguata reazione delle massime magistrature repubblicane”, va “fermata prima possibile”.

❇️ IN CONCLUSIONE ❇️ nella confidente e fiduciosa attesa di archiviazione del fascicolo (entro 90 gg, con decisione non impugnabile) – ritengo che secondo il diritto marittimo, interno e comunitario, l’operato di Matteo Salvini rientri senza ombra di dubbio nell’ambito dell’esercizio della discrezionalità politica del Viminale, attività che esorbita dal vaglio della magistratura, anche perché le disposizioni ministeriali sono finalizzate ad un’efficace contrasto delle organizzazioni criminali, il traffico degli esseri umani e la salvaguardia degli uomini, donne e bambini a mare.

Massimiliano Gabrielli, avvocato in Roma

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